Uil Veneto: un aumento dell’Irpef per creare finanziamenti? Se sì, siamo fritti

“Nel dibattito tra Regione Veneto e Confindustria Veneto. Confartigianato, ecc. – scaturito dall’analisi dei dati di Bankitalia sull’economia della nostra regione, sul rallentamento del Pil, su una presunta inazione nei primi 200 giorni di governo e di una eccessiva attenzione per il sociale – Uil Veneto non è uno spettatore neutro. Il ruolo e la responsabilità del sindacato sono diversi rispetto ai soggetti citati, ma certamente fa parte della nostra missione mantenere vivo, produttivo ed equo il sistema veneto. C’è tutta la nostra disponibilità a fare da filtro tra le necessità delle aziende e le esigenze dei lavoratori.

Partiamo da un dato: in Veneto vivono oggi 4.850.000 persone. Gli under 18 sono 714mila, gli over 65 sono 1 milione e 200mila. Un quarto degli abitanti è già in età da pensione, i giovani sono pochi e saranno sempre meno. Oltre all’impatto sul mondo del lavoro, questa trasformazione implica un ridisegno del welfare.

Puntare sul sociale non è una scelta banale, è un prerequisito fondamentale: accompagnare la trasformazione della società è il primo e indispensabile passo per creare la condizioni necessarie per lo sviluppo.

E poi guardiamo al nostro sistema produttivo: le aziende venete sono oltre 410.000, il 97% delle quali ha meno di 15 dipendenti. Ma il “piccolo e bello” non funziona più. Non è più rinviabile un percorso di aggregazione delle PMI. La competizione internazionale, i costi dell’energia, le guerre, i dazi, la necessità di investimenti, l’avvento dell’intelligenza artificiale, la difficoltà di compiere un ordinato ricambio generazionale sono tutte condizioni che devono spingere verso raggruppamenti di aziende, di cervelli, di risorse. Bene, in questo senso, il progetto di ridisegno di Veneto Sviluppo. In questa fase, purtroppo, torna a farsi sentire la mancanza di una banca del territorio.

La scelta di non applicare tasse addizionali è altrettanto lungimirante: finché non torna a crescere la produttività, bisogna aiutare le persone a vivere con il proprio salario. Se invece si pensa che per mantenere vivo il tessuto industriale del Veneto serva un altro PNRR (cioè un debito con l’Europa), un altro bonus 110 o un aumento dell’Irpef per creare finanziamenti, allora siamo fritti.

In questa partita, la posizione di Uil Veneto è chiara. Bisogna difendere e rilanciare ciò che rende unico il nostro sistema produttivo. la capacità di coniugare sapere artigianale e innovazione, creatività e competenze, territorio e impresa. Gli ingredienti? Salari adeguati, sicurezza nei luoghi di lavoro, formazione continua e possibilità di crescita professionale, contrasto alla precarietà. Per dare un futuro a questa regione, dobbiamo dare certezze soprattutto ai giovani, che troppo spesso vivono il lavoro come una condizione temporanea e incerta.

Bisogna dare fiducia e fare sistema con chi sta amministrando questa Regione: continuare a dire che tutto va male, scoraggia chi ha voglia di innovare”.

Roberto Toigo, Segretario Generale di Uil Veneto