Sottoscritto in Ebav il Bonus Energia

Una manovra straordinaria da 2,5 milioni di euro per sostenere lavoratori e imprese del territorio di fronte al rincaro dei costi energetici. La misura BONUS ENERGIA è stata varata dalle Parti Sociali dell’Artigianato nel corso del Convegno odierno promosso da EBAV – Ente Bilaterale dell’Artigianato Veneto dal titolo “Artigianato di nuova generazione: più tecnologia, più tutele, più valore”, svoltosi a Villa Braida a Mogliano Veneto (Tv). La manovra, del valore complessivo di 2,5 milioni di euro, nasce dall’accordo regionale sottoscritto oggi dai Presidenti regionali di Confartigianato, CNA e Casartigiani e dai Segretari Generali regionali di CGIL, CISL e UIL del Veneto.

Il Bonus Energia prevede un contributo di 200 euro destinato alle lavoratrici e ai lavoratori dell’artigianato veneto a fronte del modello ISEE 2027 pari o inferiore a 25.000 euro, con una copertura economica di 1,5 milioni. Per le aziende EBAV è previsto invece un contributo di 400 euro per far fronte all’incremento del costo della fornitura elettrica, destinato alle imprese che nel 2026 hanno sostenuto spese energetiche superiori a 5.000 euro, con una copertura di 1 milione. Il Presidente EBAV, Alessandro Conte, ha commentato: “Si tratta di un intervento che conferma la capacità del sistema bilaterale di rispondere con tempestività alle esigenze del tessuto produttivo. E’ una misura complessa e importante, strutturata e resa operativa in tempi record dalla tecnostruttura di Ebav – guidata dal direttore Oscar Rigoni – e dimostra nei fatti la straordinaria forza, la dinamicità e l’efficacia del modello di bilateralità che EBAV e le sue Parti Sociali sanno esprimere”.

L’impegno a dare risposte concrete e tempestive da parte di EBAV non si ferma qui. Le Parti Sociali dell’Artigianato Veneto hanno inoltre potenziato, con un ulteriore accordo in data 7 ottobre, alcuni servizi già attivi e introdotto nuove misure sperimentali che saranno operative dall’inizio del 2027. Per le aziende è previsto un contributo dedicato agli interventi di efficientamento energetico. Per lavoratrici e lavoratori vengono introdotti sostegni per la frequenza dei figli ai centri estivi (200 euro), per le attività sportive (200 euro) e per interventi di efficientamento energetico sulla prima casa (500 euro).

Complessivamente, dal 2020 al 2026 EBAV ha erogato 115 milioni di euro di risorse proprie, gestendo 349.000 domande e attivando 76 interventi dedicati ad aziende e lavoratori. Dal 1989 a oggi l’Ente ha distribuito complessivamente 457 milioni di euro, confermandosi un pilastro del welfare bilaterale regionale.

“A distanza di quattro anni dalla precedente edizione del contributo straordinario, la bilateralità veneta interviene nuovamente con un segnale concreto e importante a sostegno delle imprese artigiane e dei lavoratori, colpiti dai continui rincari delle materie energetiche dovuti al difficile contesto internazionale, segnato dal perdurare della guerra russo‑ucraina e dall’instabilità crescente in Medioriente veneto – dichiarano Roberto Boschetto, Presidente Confartigianato Imprese Veneto, Moreno De Col, Presidente CNA Veneto e Franco Storer, Presidente Casartigiani Veneto -. Il caro energia non incide allo stesso modo su tutte le realtà: le piccole imprese sono più esposte agli aumenti dei costi e hanno minori margini per assorbirli rispetto alle aziende di maggiori dimensioni. Il nuovo contributo EBAV dedicato all’efficientamento energetico delle sedi aziendali va nella direzione giusta: accompagnare le imprese a investire in tecnologie che permettono di ridurre i consumi, abbattere i costi energetici e rafforzare la stabilità dell’attività produttiva. Un intervento che si integra pienamente con la necessità di sostenere il passaggio generazionale, perché imprese più solide, più efficienti e più innovative sono anche imprese più capaci di trasmettere futuro”. E proprio sulle nuove generazioni, aggiungono: “Il passaggio generazionale rappresenta una delle sfide più decisive per il futuro dell’artigianato. In questo percorso, EBAV può essere un punto di riferimento fondamentale. È essenziale valorizzare il ruolo della bilateralità e rafforzare le opportunità di supporto, anche attraverso le misure che la Regione del Veneto può attivare. Investire nel passaggio generazionale significa investire nel futuro del nostro artigianato e nella capacità del territorio di continuare a creare valore”.

“L’accordo sottoscritto oggi dimostra come la contrattazione attraverso la bilateralità sia uno strumento concreto per dare risposte ai bisogni di lavoratrici e lavoratori – proseguono Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto, Massimiliano Paglini, Segretario generale Cisl Veneto e Roberto Toigo, Segretario generale Uil Veneto -. In una fase segnata dall’aumento del costo della vita e dal peso delle spese energetiche sui bilanci familiari, il sistema bilaterale dell’artigianato veneto conferma la propria capacità di intervenire tempestivamente con misure di sostegno che aiutano a tutelare il potere d’acquisto e la qualità della vita delle persone. La contrattazione e la bilateralità posso essere anche uno strumento strategico per rafforzare l’attrattività del lavoro artigiano, soprattutto per le giovani generazioni. In una regione come il Veneto, caratterizzata da una diffusa presenza di piccole imprese artigiane che rappresentano una ricchezza economica e sociale fondamentale, è necessario costruire percorsi che offrano ai giovani prospettive di stabilità occupazionale, crescita professionale, formazione continua e adeguate tutele. Troppi giovani oggi scelgono di lasciare il Veneto, non soltanto per trasferirsi all’estero ma anche verso altre regioni. Per questo è fondamentale investire sulla qualità del lavoro, sui salari e sulla valorizzazione delle competenze, affinché chi si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro possa costruire un progetto di vita solido e duraturo”.

Focus sulle nuove generazioni

Grande attenzione anche al coinvolgimento dei giovani nel mondo artigianale, tema che ha connotato l’impegno di EBAV in questo anno. E’ tuttora in corso, infatti, la campagna “Artigianato, innovazione e giovani: il futuro è qui!”, pensata per avvicinare le nuove generazioni a un settore che unisce manualità, competenze tecniche e strumenti digitali, superando il mito del liceo come unica strada e valorizzando le opportunità professionali offerte dall’artigianato contemporaneo. Nel corso del convegno odierno, dedicato proprio alle nuove generazioni, è stato presentato un rapporto curato da IRES. La ricerca “Giovani e cultura del lavoro”, condotta tra ottobre 2023 e marzo 2024, ha coinvolto più di 1.500 giovani tra studenti del quinto anno e lavoratori under 35. Le evidenze raccolte mostrano che il 58% degli studenti ha già svolto un lavoro retribuito negli ultimi due anni, che il 56% ha già chiara la direzione professionale da intraprendere e che tra i giovani lavoratori prevale la stabilità contrattuale, con il 75,3% di contratti a tempo indeterminato full time. La stabilità economica, la tutela sanitaria e il benessere psicologico emergono come priorità condivise, mentre cresce l’attenzione verso la conciliazione vita-lavoro e la possibilità di costruire un percorso professionale coerente con i propri valori.

La cultura del lavoro dei giovani, insomma, è articolata: economia, relazioni e sicurezza restano centrali, ma assumono pesi diversi tra studenti/esse e lavoratori/trici. Il lavoro è percepito come spazio di realizzazione e utilità sociale, con una forte enfasi sul valore del tempo libero. Le aspirazioni guardano più al benessere che al prestigio: conta vivere dignitosamente, ridurre lo stress, poter crescere e mantenere libertà personale.

 “Per garantire la continuità delle nostre attività produttive – che rappresentano il vero e proprio motore economico della nostra Regione – non è più sufficiente innovare i macchinari o potenziare le tutele di welfare. Occorre promuovere una vera e propria rivoluzione culturale: un’azione corale capace di superare il ‘mito del liceo come unica strada’, ingaggiare le famiglie e riaccendere nei giovani la passione per il ‘saper fare artigiano’. L’obiettivo è dunque quello di individuare strumenti concreti per abbattere le barriere percettive, favorire la trasmissione d’impresa e ricucire questo fondamentale patto generazionale ”, ha concluso il presidente Conte.