Nel dibattito innescato qualche giorno fa dal direttore di un quotidiano veneto sul “tabù dell’Irpef” e che prosegue nei partiti che governano la nostra Regione, Uil mette a disposizione uno studio promosso, per tutta l’Italia, dal Servizio Politiche Economiche e Fiscali della Uil confederale nazionale.
Il prospetto riunisce, per i territori esaminati e per le diverse condizioni familiari considerate, le addizionali regionali e comunali all’IRPEF, l’IMU ove prevista, la TARI e i costi di servizi quali acqua, asili nido. La lettura congiunta degli importi e della loro incidenza sul reddito permette di fotografare bene la situazione. Nelle tabelle, la riga A riguarda una famiglia con un solo reddito da 20mila euro, un Isee da 15mila e un Comune in cui non viene applicata l’IMU. La riga B prevede, per le stesse condizioni, anche l’applicazione dell’IMU. Le righe C e D riguardano una famiglia con un unico reddito da 40mila euro e Isee da 30mila. Infine, le righe E e F, riguardano una famiglia con due redditi da 20.000 euro (e anche in questo caso, con e senza IMU).
“Va premesso – spiega il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo – che nella colonna in cui sono riportate le addizionali Irpef, non c’è quella regionale: il Veneto, infatti, applica un soglia unica, dell’1,23%, che va interamente al lo Stato italiano: nulla resta nelle casse regionali”.
Detto questo, ci rendiamo conto che la tassazione locale (IMU, Tari, servizio idrico) e sociali (asili nido, mense) e le addizionali comunali, incidono pesantemente sui redditi delle persone, soprattutto su quelle con i redditi più bassi: a Belluno, una persona che guadagna 20mila euro si ritrova con un peso del 10,59% delle tasse sul proprio reddito. Percentuale che sale oltre il 12 a Rovigo, Treviso e Vicenza, sfiora il 17% a Padova e raggiunge il 18,5% a Venezia. In una famiglia con due redditi da 20.000 euro, un figlio all’asilo e in un comune in cui viene applicata l’IMU, il peso della tassazione locale sul reddito va da un minimo del 6.43% a un massimo del 10,45%.
“Parliamo soprattutto di redditi da lavoro dipendente e da pensioni. La politica farà le sue scelte. Noi, come Uil, ribadiamo la nostra contrarietà all’applicazione di una ulteriore tassazione, i numeri di questo studio lo dimostrano. Stiamo da tempo lavorando con il Governo per alleggerire il carico fiscale su lavoratrici, lavoratori e pensionati. A livello locale – conclude Toigo – puntiamo sulla contrattazione sociale con Regioni ed enti locali per sostenere richieste concrete su progressività delle addizionali, soglie di esenzione, agevolazioni tariffarie e accessibilità dei servizi”.

