Dati Vega. Uil Veneto: trovarci al secondo posto in Italia per i morti sul lavoro è spaventoso e inaccettabile

“Il Veneto rimane in zona arancione e al secondo posto in Italia per il numero dei morti sul lavoro.  Dall’inizio dell’anno fino allo scorso luglio sono 66 le vittime registrate, ovvero un 4,8% in più rispetto all’anno precedente. I dati diffusi recentemente dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Marghera (Venezia) sono preoccupanti. Come è allarmante anche scoprire che tre province (Padova, Belluno e Treviso) su sette sono in zona rossa e che una vittima su tre è straniera. La fotografia, però, deve tener conto anche del fatto che in Veneto si registrano molte ore di lavoro eseguite e che i numeri assoluti, inevitabilmente, ci portano a configurarci tra una delle regioni peggiori. Questa non vuole essere una giustificazione ai dati diffusi, ma un tentativo di ragionamento e studio sugli stessi. D’altra parte, infatti, continuiamo a ribadire l’importanza della formazione che riguarda non soltanto, nello specifico, le competenze di una determinata mansione, ma ad esempio significa sostenere i lavoratori stranieri nell’insegnamento della nostra lingua. Dobbiamo continuare a lavorare per la sicurezza, non soltanto con l’applicazione e condivisione di protocolli, ma anche sensibilizzando le lavoratrici e i lavoratori stessi: qualora, mentre stanno lavorando, dovessero percepire il rischio del pericolo, devono fermarsi. Devono venire da noi: le nostre porte sono sempre aperte. Noi siamo e saremo sempre per Zero Morti sul Lavoro”. Lo ha dichiarato Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto.