“Per noi è faticoso rincorrere tutti gli infortuni gravi o addirittura mortali che si verificano nella nostra Regione. Trovare le parole giuste, lanciare i segnali corretti, richiamare alla responsabilità e alla necessità di agire. Ma è un impegno che la Uil ha preso e che porta avanti, consapevole che “zero morti sul lavoro” è una battaglia di civiltà. Dietro ogni decesso c’è una famiglia che perde un proprio caro, ci sono lavoratori che perdono colleghi, c’è un sistema produttivo che mostra le sue crepe e che necessita di cambiare: 100 morti l’anno in Veneto, 1000 nel nostro Paese, sono inaccettabili. Accanto al cordoglio rinnoviamo con forza le nostre richieste: controlli più stringenti e regolari sui luoghi di lavoro, formazione continua obbligatoria per chi opera con mezzi ad alto rischio, e risorse adeguate per gli organi ispettivi, oggi sotto organico in tutta la regione”. Lo dichiara il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo e il segretario generale della Uila Veneto Daniele Mirandola, commentando l’incidente mortale accaduto oggi a Tribano.

