“La nostra regione è di nuovo teatro di un femminicidio. Una relazione che finisce non può trasformarsi in una condanna a morte. Dire no, denunciare e lasciare un uomo devono essere diritti esercitabili senza paura e ripercussioni. Prevenzione e cultura del rispetto non devono essere un’opzione ma una responsabilità condivisa e collettiva.
Come Uil Veneto ci uniamo allo sgomento collettivo e continuiamo – sia con le campagne di comunicazione che con il lavoro dei nostri centri ascolto mobbing e stalking – a lottare per una società più giusta e libera da qualsiasi forma di violenza”. Lo dichiarano il segretario generale Roberto Toigo e la segretaria regionale con delega alle Pari Opportunità Sonia Bridda.

