Case di Comunità. Uil Veneto: Il nostro sondaggio era stato lungimirante sul ruolo dei medici di famiglia

Era il dicembre del 2024 e, elaborando le quasi 17mila risposte al sondaggio condotto da Uil Veneto sui temi più importanti da affrontare e risolvere, la sanità era al secondo posto assoluto (e il primo tra gli anziani). Ma non venivano segnalati problemi con le liste d’attesa o con gli accessi agli ospedali. La vera questione era il rapporto con i medici di base, che per mille motivi non riuscivano più a fare da filtro, a dare appuntamenti in tempi ragionevoli, costringendo poi le persone a rivolgersi ai Pronto Soccorso per avere delle risposte.

L’accordo raggiunto qualche giorno fa tra le Regione Veneto e i rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale in Veneto, che consentirà di assicurare la presenza dei professionisti nelle Case di Comunità e di valorizzarne pienamente il ruolo al servizio dei cittadini, è una prima e fondamentale risposta a quella domanda.

L’accordo prevede che i medici di medicina generale garantiscano la presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20, attraverso una turnazione che assicurerà la copertura del servizio. Siamo lontani da quanto previsto dal DM 77, che individua nella 1350 Case di Comunità italiane (102 progettate, 91 previste dal Pnrr e 63 ultimate in Veneto) e cioè l’apertura fino a 24h su 24 e 7 giorni su 7, ma negare l’evidenza e dire che il sistema non funzionerà, è sbagliato e ingeneroso, rischia anche di scoraggiare chi si impegna per tentare di risolvere le cose. Siamo consapevoli che ci vorrà del tempo per portare a regime il ridisegno della sanità in un’ottica di prossimità. Ci vogliono macchinari, organizzazione, ci vuole soprattutto personale, medico, infermieristico e amministrativo. Ci vogliono soprattutto tempo e pazienza: non si può pensare di avere risolto tutto in una settimana. Bene quindi l’accordo, bene la direzione intrapresa, bene lo sforzo della Regione e dei medici di trovare un’intesa. Guardiamo in prospettiva e pensiamo ai vantaggi per la popolazione, soprattutto quella più anziana o che abita lontana dagli ospedali. E pensiamo a quelli per gli ospedali stessi e per i Pronto Soccorso, che man mano potranno concentrarsi sulle vere urgenze. La strada è ancora lunga, ma al traguardo ci si arriva passo dopo passo: e il più importante è il primo.

Lo ha dichiarato Roberto Toigo, segretario generale di Uil Veneto