Disabilità, convegno sulla riforma: in Veneto una platea potenziale di 200mila persone

Giornata di approfondimento e prospettiva, stamattina, a Mestre, grazie al convegno della Uil Veneto sulla nuova disciplina sull’accertamento della disabilità. Presenti Regione del Veneto, Comune di Venezia (l’assessore alla coesione sociale Simone Venturini), Ulss 3 (Il direttore della UOC Disabilità e Non autosufficienza distretti di Mirano e Chioggia Giampaolo Pecere), Inps (il direttore regionale Filippo Pagano) e Inail (la direttrice regionale Enza Scarpa), il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo, oltre alla struttura nazionale del patronato Ital. Dal 1º marzo scorso Venezia, con Treviso e Verona, è entrata nella sperimentazione della Legge 227/2021 che poi diventerà operativa in tutta Italia dal 1º gennaio 2027. Le parole d’ordine sono semplificazione e integrazione: le procedure sono più snelle, la valutazione è a 360 gradi e ha come centro il cosiddetto “Progetto di vita”: è uno degli elementi più innovativi della riforma, perché mette davvero la persona con disabilità al centro delle politiche pubbliche. In termini semplici, è un percorso personalizzato e costruito su misura, che definisce obiettivi, sostegni e servizi necessari per garantire alla persona una vita autonoma, dignitosa e pienamente inclusa. Il progetto di vita non riguarda solo la dimensione sanitaria, ma tutti gli ambiti della vita, tra cui lavoro e inclusione professionale, istruzione e formazione, abitare (anche indipendente), relazioni sociali e partecipazione, mobilità e accessibilità. In Veneto, in particolare, pur non essendo prevista dalla riforma, è nata – nell’ambito della sperimentazione – una fattiva collaborazione tra l’Inail e l’Inps. La platea nella nostra regione è vasta: nel 2024 le indennità di accompagnamento sono state oltre 151mila, le pensioni di invalidità civile 50mila. Inoltre, gli over 70 rappresentano quasi il 50% della popolazione interessata dall’accertamento. La sperimentazione riguarda in questo momento tre patologie: sclerosi multipla, diabete di tipo 2, autismo. Le altre malattie si aggiungeranno nel tempo.
“Il rapporto con le istituzioni – ha dichiarato il segretario generale Roberto Toigo – dalla Regione ai Comuni, è costruttivo, così come quello con le aziende sanitarie, Inail e Inps. Passare dal paradigma dell’accertamento a quello del progetto di vita è un cambiamento di mentalità importante, che mette al centro le persone. Il sindacato, in questo, può fare molto”.
“La riforma è nazionale – ha detto il segretario nazionale confederale della Uil Santo Biondo – ma non è applicata in modo uniforme, con differenze importanti anche tra province limitrofe. Per questo il nostro patronato Ital ha creato degli sportelli VIS (verso l’inclusione sociale) perché diventino il tramite per offrire un servizio di assistenza, mirato e sempre aggiornato, più vicino alle esigenze delle persone con disabilità. Una rete di protezione, consulenza e supporto, per garantire a tutti il pieno accesso ai propri diritti”.