Studio Uil Veneto sulla demografia: il Veneto invecchia più del resto del mondo

Il Veneto invecchia più dell’Italia e del resto del mondo. L’inverno demografico – cui la Uil Veneto ha dedicato un convegno nel 2024 – trova nella nuova analisi effettuata dal CSSE (Centro Studi Sociali ed Economici del Veneto) ulteriori conferme. Il vecchio continente incomincia a subire i risultati della denatalità e dell’invecchiamento della popolazione, ma il dato è più accentuato nella nostra regione.

Sulla base delle stime ufficiali di Nazioni Unite (Un Desa), Eurostat, Istat e Regione Veneto, la popolazione mondiale è cresciuta con questa progressione: 5,7 miliardi nel 1995, 6,5 miliardi nel 2005, 7, 4 miliardi nel 2015 e 8,2 miliardi stimati nel 2025. In percentuale la popolazione mondiale è cresciuta del 43,9% in 30 anni. Se stringiamo l’obiettivo sull’Europa, la crescita è questa: 727 milioni nel 1995, 730 milioni nel 2005, 738 milioni nel 2015 e 745 milioni stimati nel 2025. Si tratta di uno scostamento molto piccolo: + 2,48%.

 Veniamo all’Italia: 57.240.000 abitanti nel 1995, 58.462.000 nel 2005, il picco di 60.795.000 nel 2015, poi un calo fino ai 58.934.000 stimati alla fine di quest’anno. In trent’anni la crescita della popolazione è del 2,96%, ma bisogna studiare bene l’andamento. Nei primi vent’anni presi in esame, la crescita è del 6,21%; tra il 2015 e il 2025 c’è un calo del 3,06%. Alla fine, il saldo è positivo, ma la tendenza è verso un calo della popolazione.

Guardiamo infine al Veneto: 4.384.000 abitanti nel 1995, 4.738.000 nel 2005, picco di 4.905.000 nel 2015, calo a 4.851.000 nel 2025. In trent’anni la popolazione è salita del 10,65%, anche se si registra un calo dell1,1% nell’ultimo decennio.

«Cosa ci dicono questi dati?» – commenta il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo – «che la popolazione mondiale è cresciuta tantissimo, l’Europa ha rallentato, l’Italia ha un saldo positivo ma con una tendenza alla diminuzione, così come il Veneto. Vuol dire che gli effetti della denatalità, nella nostra Regione, ancora non si vedono e dovremo aspettare qualche decennio. Quello che invece è evidente è il dato sull’età media».

In tutto il mondo, l’età media nel 1995 era di 24 anni. Oggi è di 30,6: la crescita è del 27,5%. In Europa si passa dai 35,7 del 1995 fino ai 45 del 2025(+26,05%). In Italia si va dai 40 anni nel 1995 ai 46,6 nel 2025 (+16,5%). Infine il Veneto: nel 1995 l’età media è di 39, nel 2005 di 41,1, nel 2015 di 43,7 e nel 2025 di 46,9. La crescita è del 20,26%. In sostanza, in tutto il mondo aumenta l’età media (sicuramente a causa di migliori condizioni igieniche e sanitarie). Il Veneto ha l’età media più alta sia rispetto all’Italia che all’Europa: 46,9 contro 46,6 del nostro Paese e 45 del Continente.

La popolazione mondiale cresce molto più rapidamente rispetto a Europa, Italia e Veneto. L’età media aumenta ovunque, ma la crescita relativa è più rapida a livello mondiale e regionale (Veneto) rispetto all’Italia nel suo complesso. In Italia e Veneto, si nota un rallentamento o addirittura una leggera diminuzione della popolazione tra 2015 e 2025, ma l’età media continua a salire, indicando un invecchiamento demografico. L’Europa ha una popolazione quasi stabile, mentre l’età media cresce costantemente. Il Mondo mostra sia crescita della popolazione che aumento dell’età media, con dinamiche più marcate rispetto alle aree locali. «Dati che ci dimostrano – conclude Toigo – che il Veneto avrà bisogni diversi in futuro. La popolazione invecchia, cambia il concetto di famiglia, occorrono investimenti nella sanità di prossimità e in strutture sociali (non per forza RSA). L’immigrazione non compensa il calo demografico ma è importante: essa deve essere integrata per lingua, usanze e cultura, se no rischia di non venire accettata. In conclusione, è il momento di un ripensamento nell’utilizzo delle risorse per un nuovo welfare. Servono infrastrutture per le nostre imprese, ma servono soprattutto infrastrutture sociali per le persone».