Istituire il reato di omicidio sul lavoro

Per i fatti di Santa Maria di Sala, per la morte dei due giovani operai egiziani, si può parlare veramente di incidente? O dobbiamo avere il coraggio di chiamare quanto è accaduto con il suo nome: omicidio? Uil Veneto si costituirà parte civile nel processo che dovrà stabilire di chi è la colpa di quello che è accaduto a Sayed e Zaid.

È trascorso quasi un anno dalla manifestazione della Uil a Venezia: 101 bare a bordo di un pontone che ha attraversato le acque della laguna, per ricordare gli altrettanti morti sul lavoro che si erano registrati in Veneto nel 2023. Una iniziativa scioccante, un metaforico pugno nello stomaco alla politica e all’opinione pubblica, per sensibilizzare sulla piaga degli incidenti mortali sul luogo di lavoro. Ma per i fatti di Santa Maria di Sala, per la morte dei due giovani operai egiziani, si può parlare veramente di incidente? O dobbiamo avere il coraggio di chiamare quanto è accaduto con il suo nome: omicidio? Gli elementi ci sono tutti: lavoro nero e irregolare, nessuna formazione specifica, nessuna vigilanza, nessuna catena di responsabilità. Sono state prese due persone, arrivate in Italia per avere una vita dignitosa e un lavoro sicuro, e sono state mandate a morire.
E allora bisogna cominciare a mettere dei punti fermi. Si legge che i due operai avevano una conoscenza della lingua italiana appena di base e che i responsabili del centro di accoglienza che li ospitavano non fossero tenuti a sapere dove andavano durante il giorno. Ebbene, senza sapere l’Italiano non è possibile insegnare la sicurezza, non si può lavorare. Gli immigrati sono una risorsa, non carne da macello.
Secondo: fatti come questo ci dimostrano che la patente a punti è un fallimento. Non è certamente un adempimento burocratico in più a salvare le vite. Terzo: il privato che commissiona un lavoro deve pretendere dall’appaltatore il rispetto delle norme di sicurezza e la regolarità delle persone che lavorano. Non a caso la Uil, anche a livello nazionale, è impegnata affinché siano istituiti l’omicidio sul lavoro e una procura speciale per queste tipologie di reato. Sono due richieste di giustizia che la politica deve accogliere e concretizzare, perché è inaccettabile che il mancato rispetto delle regole e l’assenza dei controlli continuino a causare vittime innocenti come Ziad e Sayed. Proprio per questo, Uil Veneto si costituirà parte civile nel processo che dovrà stabilire di chi è la colpa di quello che è accaduto.

Roberto Toigo
Segretario Generale Uil Veneto