“Proprio oggi commentavamo i dati dei morti sul lavoro in Veneto, che pongono la nostra regione al secondo posto nazionale, quando ci è giunta notizia di un nuovo decesso, a Treviso (tra l’altro, una delle tre province in zona rossa per quanto riguarda l’incidenza di infortuni mortali). Se è vero che in Veneto si registrano molte ore di lavoro eseguite e che i numeri assoluti, inevitabilmente, ci portano in cima a queste tristi classifiche, è altrettanto vero che non è tollerabile morire di lavoro nel 2026. Guardiamoci in faccia, tutti, aziende, associazioni, parti sociali, istituzioni e capiamoci: possiamo continuare così? Secondo noi no, dobbiamo cambiare qualcosa nel modo di lavorare, per evitare il ripetersi di tragedie come questa”. Lo dichiara il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo.

