“La fuga dei cervelli è un tema vero, e crediamo sia utile e doveroso trovare delle soluzioni per mantenere i giovani nel nostro territorio. I dati sulle assunzioni – secondo uno studio di Unioncamere – parlano chiaro: solo il 27% delle assunzioni è stabile e a tempo indeterminato, solo il 34% dei posti è rivolto agli under 30, solo il 10% ai laureati e solo il 14% a dirigenti, specialisti e tecnici. Ma la proposta delle borse di impiego non ci sembra la strada giusta da percorrere. Siamo convinti che la contrattazione tra le parti sia la forma più alta ed equa da perseguire. In Veneto pensiamo ad un contratto integrativo di secondo livello da applicare nelle aziende che non lo hanno. Si può pensare ad un contratto di secondo livello territoriale o regionale, creando un rapporto vero tra parti, lavoratori e imprese, per incentivare i nostri giovani a restare qui”. Lo dichiara il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo.

