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Formazione digitale 4.0

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Via libera allo sviluppo e alla formazione sui temi dell’Industria 4.0, grazie all’accordo firmato dal vicepresidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo Luca Fabbri, con i segretari di Cgil, Cisl e Uil della Città Metropolitana di Venezia, rispettivamente Enrico Piron, Paolo Bizzotto e Giannino Rizzo.

Con questa intesa, trova attuazione la misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2018, che prevede un credito d'imposta fino ad un massimo di 300mila euro per le aziende che investono nella formazione digitale 4.0 dei propri lavoratori. Sono ammissibili all’agevolazione tutte le spese del personale per le ore o le giornate di formazione. I programmi formativi per affrontare la comune sfida della competitività, che sta alla base di questa norma, devono essere approvati di comune accordo dalle imprese e dai sindacati, in particolare dalle RSU aziendali che conoscono direttamente le realtà produttive in cui operano e meglio sanno interpretare le sfide da affrontare per la crescita e lo sviluppo. Nelle aziende in cui mancano le RSU, l’accordo raggiunto prevede che il piano formativo sia inviato a un Comitato Paritetico – con rappresentanze imprenditoriali e sindacali - che ne valuta i contenuti, alla luce dei decreti ministeriali attuativi e delle linee guida degli accordi interconfederali.

Già con l’Accordo interconfederale del 9 marzo scorso, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil nazionali avevano riconosciuto come la competitività del sistema produttivo e delle imprese si fondi sempre più sul patrimonio di competenze delle lavoratrici e dei lavoratori. In particolare, l’intesa siglata dà attuazione agli impegni presi dalle Organizzazioni Sindacali di Venezia e Confindustria nel dicembre del 2017 con l’istituzione della Cabina di regia permanente, che persegue lo sviluppo di questo territorio anche attraverso la formazione, la riqualificazione professionale e la condivisione di percorsi sulla formazione continua e qualificata del capitale umano.

L’accordo fra Confindustria Venezia, Cgil, Cisl e Uil veneziane, infatti, incoraggia aziende e  lavoratori a individuare le azioni più opportune per rimanere al passo con la rivoluzione digitale. I dipendenti potranno acquisire nuove competenze professionali per prepararsi al cambiamento profondo del mercato del lavoro; le imprese potranno contare su risorse preparate per innovare e compete nel mercato globale. Tutto ciò a beneficio di un’area, quella di Venezia, che in ambito di ricerca e innovazione non è mai stata seconda a nessuno.

 

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Criminalità, la Regione convochi le parti sociali

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Dopo la seconda ondata di arresti nel giro di pochi giorni in Veneto, i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Veneto, Christian Ferrari, Gianfranco Refosco, Gerardo Colamarco esprimono la propria preoccupazione e chiedono al presidente della Regione, Luca Zaia, di convocare le Parti Sociali. 

«Le notizie - spiegano i tre segretari in una nota - di un’ ulteriore grande operazione della Procura distrettuale antimafia di Venezia con l’arresto di 33 persone implicate in attività della n’drangheta confermano come l’infiltrazione e l’insediamento mafioso in Veneto siano una realtà non più sottovalutabile. Il grande lavoro investigativo e repressivo della magistratura e delle forze dell’ordine deve essere quindi accompagnato dalla massima attenzione delle rappresentanze istituzionali e sociali e da una costante sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Chiediamo al Presidente Zaia una urgente convocazione di tutte le Parti Sociali per definire, insieme alle istituzioni preposte, un piano di azione per il contrasto alla criminalità organizzata in Veneto. Invitiamo la Regione e le istituzioni locali, a partire dai Comuni capoluogo ad aderire alla manifestazione di Padova del 21 marzo prossimo venturo. Nessuno deve girarsi dall’altra parte».

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