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Protocollo d'intesa sulla legalità

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«La firma di questo protocollo è un passo in avanti sulla strada della legalità e del contrasto alle mafie». Gerardo Colamarco, segretario generale della UIL Veneto, commenta così la sottoscrizione avvenuta in Regione Veneto. 

«Le mafie hanno sicuramente approfittato della crisi economica e delle difficoltà degli imprenditori e delle aziende per insidiarsi nel nostro territorio. Ma bisogna superare l’idea che la mafia prosperi solo dove ci sono difficoltà: la malavita va dove ci sono i soldi. E il Veneto è caratterizzato da un tessuto economico ed imprenditoriale molto sviluppato, con una capillare presenza di piccole e medie imprese. La ricchezza diffusa costituisce una potenziale attrattiva per la criminalità mafiosa, principalmente interessata a riciclare e reinvestire capitali illeciti. Noi possiamo impegnarci a monitorare la situazione e vigilare nei settori più esposti: quelli del commercio, della logistica, degli appalti. Su questi ultimi e sugli affidamenti di servizi è fondamentale l’applicazione dei contratti di lavoro sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi, per evitare forme di sfruttamento. Infine, auspichiamo che la Cabina di Regia diventi un tavolo veramente operativo, perché – tutte le buone pratiche previste da questo protocollo – abbiano massima diffusione e condivisione».

 

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Alternanza Scuola Lavoro

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«La firma di questo protocollo rappresenta un impegno per tutti i soggetti coinvolti, perché mette al centro il futuro dei nostri giovani. Quando pensavamo di esserci messi alle spalle gli effetti della crisi economica, siamo ripiombati in una situazione di grave incertezza, con l’Europa attraversata da correnti sovraniste e populiste. Il nostro Paese resta fanalino di coda per quanto riguarda crescita ed occupazione, mentre cresce la fuga di cervelli all’estero». Così Gerardo Colamarco, segretario generale di UIL Veneto, ha commentato la firma del protocollo sull'alternanza scuola lavoro di oggi. 

«Cito un dato, tratto dall’annuale rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes: il Veneto è la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per numero di persone che hanno lasciato il paese per andare a lavorare all’estero. Nel 2017 sono stati 11.611. Solo l’anno prima, nel 2016, i partenti dalla nostra regione erano stati 10.374, con una crescita tra un anno e l’altro del 10,7%. Guardando agli ultimi tre anni, gli aumenti più consistenti  hanno riguardato soprattutto i giovani, che si sono rivolti all’estero per supplire alle difficoltà occupazionali e di realizzazione personale sofferte in Italia».

Resta a livelli di guardia il numero di giovani che fanno fatica a trovare lavoro, o contratti che permettano una programmazione della propria vita. Secondo i dati di Veneto Lavoro di settembre, riferiti al secondo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, le assunzioni nella componente più anziana surclassano (+12%) quelle nelle fasce più giovani e centrali (che crescono invece solo dell’1,8%). 

«Ben venga - conclude Colamarco - dunque questo protocollo: quest’anno, in tutta Italia, si punta a coinvolgere un milione e mezzo di studenti (l’anno scorso erano stati poco meno di un milione. Per anni la UIL ha insistito per una formazione che fosse a misura delle esigenze del mondo produttivo. Il mercato del lavoro è molto cambiato, sia per colpa della crisi economica, sia per la naturale innovazione tecnologica: dobbiamo fornire ai nostri studenti opportunità che siano realmente un ponte verso la piena occupazione. Nella Regione Veneto e nell’assessore Donazzan abbiamo trovato sempre un interlocutore attento, disponibile, aperto all’apporto che il sindacato può dare in termini di relazioni, di bilateralità e di conoscenza del mondo del lavoro».

 

 

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Il Piano per la Sicurezza

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«Bisogna dare atto alla Regione Veneto e al presidente Luca Zaia dell’impegno profuso in questo periodo su un tema così delicato come quello della sicurezza sul lavoro».
Gerardo Colamarco, segretario generale Uil Veneto, commenta così la firma del Piano Strategico sulla Sicurezza, avvenuta oggi a Venezia.
«La Regione ha tradotto gli impegni presi nei mesi scorsi in fatti concreti, dopo la drammatica crescita di infortuni mortali. Vogliamo ringraziare anche i collaboratori del presidente Zaia, che hanno saputo trasmetterle le ultime indicazioni dei sindacati e che ci hanno permesso di trovarci qui oggi e a condividere in pieno il piano strategico».
Il Piano utilizzerà le risorse stanziate a fine 2017 a favore delle Ulss venete intervenendo, con una prima misura, con l’assunzione di 30 tecnici al fine di rafforzare le attività degli Spisal. Inoltre si incrementano gli interventi di vigilanza nelle aziende da sottoporre a controllo per il triennio 2018-2020: più rispetto al 2017.
«È importante l’investimento nella formazione e nell’informazione, utilizzando anche le risorse provenienti dal pagamento delle sanzioni. Così come merita di essere sottolineato il consolidamento delle sinergie tra Spisal, Rlst e Rls. Con questo piano strategico ci auguriamo una riduzione degli infortuni ma soprattutto un abbattimento di quelli mortali, che purtroppo negli ultimi mesi hanno dato il primato negativo alla nostra regione».
In conclusione, il segretario Colamarco ha chiesto «un maggiore coinvolgimento operativo del Comitato Regionale di Coordinamento sulla Sicurezza. Chiediamo che le associazioni datoriali s’impegnino, anche con risorse economiche, sui temi della formazione prevenzione e informazione».

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