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26 giugno 2019 - 1^ Giornata Mondiale Sindacale sul Clima

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I cambiamenti climatici hanno oramai una evidenza scientifica indiscutibile e i loro effetti sono sotto gli occhi di tutti ed in tutto il mondo, per le pesanti e crescenti ricadute sulla nostra vita quotidiana, sull’ambiente, sulle persone, sul lavoro.

CGIL, CISL, UIL del Veneto vogliono contribuire concretamente ad una più ampia strategia nazionale, europea e mondiale che il movimento sindacale oggi intende mettere in campo per la riduzione della produzione di CO2 a partire da questa prima giornata mondiale su “IL LAVORO PER IL CLIMA”.

 

Un contributo importante agli obiettivi della UE per la lotta ai cambiamenti climatici può venire proprio da tutti i luoghi di lavoro: CGIL, CISL, UIL del Veneto ritengono fondamentale aprire confronti e sviluppare iniziative con i Comuni, con le Province e la Regione perché cresca la consapevolezza della necessità di definire piani condivisi  e azioni concrete per il clima da parte delle istituzioni stesse, a partire dalla riduzione della CO2 in tutte le loro attività.

 

Serve realizzare una programmazione pluriennale condivisa per lo sviluppo delle energie rinnovabili, della rigenerazione urbana e della mobilità sostenibile con l’obiettivo di una reale riduzione della CO2, causa principale del riscaldamento climatico; l’azione di contrasto al riscaldamento globale deve essere strettamente collegata alla tutela dell’acqua, dell’aria, della terra, a programmi di riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, allo stop al consumo di suolo e alla gestione integrata e controllata dell’intero ciclo dei rifiuti.

Come primo atto concreto, intendiamo promuovere un confronto  tra i datori di lavoro e le Associazioni di rappresentanza per lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla necessità di agire, ognuno per la propria parte e insieme, per ridurre le emissioni, per l’efficientamento energetico, per la riduzione dell’impatto ambientale delle attività lavorative.

 

Innovazione dei prodotti, delle tecnologie impiantistiche, nella progettazione della intera vita del prodotto fino al suo riciclo, viste dentro un visione strategica più ampia dello sviluppo sostenibile, di una green economy, della economia circolare, possono e devono essere alla base del confronto delle Relazioni Industriali e Partecipative, della contrattazione aziendale, nei luoghi di lavoro, che trasformi le intenzioni in azioni concrete per il clima e l’ambiente, per la salute e la sicurezza.

 

Per GCIL, CISL, UIL del Veneto questa sfida va colta e diventa impegno per garantire la qualità e il diritto al lavoro nella fase di transizione verso un nuovo modello economico e ambientale, facendo emergere il valore fondamentale della dimensione sociale e la messa in campo di sempre maggiori tutele per la persona. BISOGNA AGIRE per superare le contraddizioni tra ambiente e sviluppo utilizzando l’innovazione tecnologica, per trasformare questa fase di transizione verso un nuovo modello di sviluppo in opportunità di lavoro nuovo, qualificato, sicuro.

 

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Stati generali per la legalità

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Questa mattina, presso Palazzo Balbi, si è tenuto - su richiesta di Cgil, Cisl e Uil regionali - l'incontro con il Presidente Zaia sul tema della legalità e della presenza della criminalità organizzata nel nostro tessuto produttivo. Hanno partecipato Christian Ferrari, Segretario generale della Cgil del Veneto, Paolo Pozzobon, Segretario confederale Cisl Veneto, Gerardo Colamarco, Segretario generale della Uil del Veneto.

«Abbiamo espresso al Presidente della Regione - dichiarano i tre sindacalisti - tutta la nostra preoccupazione per l'evidente salto di qualità della presenza criminale sul nostro territorio, come dimostrano le recenti indagini della Magistratura e delle Forze dell'Ordine. Senza una diffusa azione di prevenzione sarà impossibile sradicare dal nostro sistema economico la criminalità organizzata, ed è indispensabile per questo che tutti facciano la loro parte: le istituzioni, le forze sociali e il tessuto produttivo veneto. Per questo abbiamo proposto alla Regione di convocare gli “Stati generali del Veneto per la legalità e per il contrasto alla criminalità organizzata”, affinché sia approntato un piano strategico che preveda misure concrete a partire dai settori più esposti: la logistica, l'agricoltura, il sistema degli appalti, il ciclo dei rifiuti, il sistema del credito. Il primo passo da compiere è una vera e propria indagine conoscitiva che faccia emergere le reali dimensioni di questi fenomeni. Un'altra azione decisiva è la sensibilizzazione dei cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni a una cultura della legalità, della solidarietà, della dignità del lavoro. A questo proposito, la Giornata della Memoria e dell'Impegno, che vedrà a Padova la piazza principale di una mobilitazione che coinvolgerà tutto il Paese il prossimo 21 marzo, può rappresentare l’inizio di questo percorso condiviso».

«Ci auguriamo – concludono i sindacalisti - che, nei tempi più rapidi, gli impegni che ha assunto il presidente Zaia si trasformino in fatti tangibili».

 

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Tav e infrastrutture vanno fatte

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«I trucchetti sulle parole, i cavilli legali e procedurali non ci interessano: la TAV va fatta per agganciare l’Italia all’Europa e per creare posti di lavoro».

Cgil, Cisl e Uil del Veneto si schierano a fianco delle categorie degli edili, che hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, venerdì 15 marzo, per rivendicare una strategia di rilancio degli investimenti per le grandi e piccole opere necessarie alla nostra regione e al paese.

«Con le risorse già stanziate – spiegano Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Gerardo Colamarco, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Veneto – potrebbero essere attivati circa 400 mila posti di lavoro: basterebbe rilanciare i cantieri fermi o in procinto di partire per generare occupazione in tutto il paese. È un “delitto economico” non utilizzare le risorse già disponibili: più tempo si perde e più lenta sarà la reazione della nostra economia, che presenta preoccupanti segnali recessivi e tassi di crescita tra gli ultimi dell’Eurozona. Aver ancora una volta rimandato una scelta definitiva sulla TAV ci dà l’impressione che l’obiettivo del Governo sia quello di non assumersi le proprie responsabilità, privilegiando così gli aspetti elettorali su quelli delle scelte strategiche per lo sviluppo».

Non basta, secondo i sindacati, la timida apertura del ministero delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita qualche giorno fa a Valeggio sul Mincio, in merito alla tratta della TAV Brescia-Verona. Va anzi sottolineata la necessità che il progetto della TAV comprenda anche l'attraversamento del Veneto e il collegamento con i paesi dell'Europa Orientale, indispensabile per supportare logisticamente la mobilità di persone e merci anche da e per il nostro territorio.

«Più che analisi costi/benefici ciò che manca davvero è una visione e una strategia di sviluppo chiara e compiuta. Ed è grave – sottolineano i tre segretari - che questo governo non discuta preventivamente con le parti sociali, che rappresentano il lavoro e il tessuto produttivo del nostro paese. La sostanza vera è che, per colpa di una visione miope, si rischia di infliggere ulteriori danni all’occupazione, in un settore che ha già perso oltre 500 mila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, penalizzando le imprese e tutta la filiera delle costruzioni».

L’invito di Cgil, Cisl e Uil del Veneto è che tutte le parti sociali ed istituzionali del Veneto si esprimano in modo chiaro ed inequivocabile per il superamento di ogni resistenza e il proseguimento dei lavori senza intralci: «senza rilanciare gli investimenti pubblici e senza trainare e orientare quelli privati con adeguate scelte di politica industriale – preservando ciò che funziona del Codice degli appalti, a partire dal limite al subappalto, dal rispetto del contratto collettivo, dall’introduzione della congruità contro ogni forma di lavoro nero ed irregolare – non si aiuta la crescita né tanto meno si contrasta la recessione».

 

 

 

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