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Giornata Mondiale del Rifugiato, serve impulso alla cabina di regia

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In occasione del presidio organizzato in data odierna, Giornata Mondiale del Rifugiato, Cgil Cisl Uil di Venezia sono state ricevute in Prefettura dal Capo di Gabinetto del Prefetto, dott.ssa Emanuela Milan. 

Abbiamo rappresentato alla dottoressa la nostra convinzione che, accanto ad una gestione collegiale da parte della Unione Europea dei flussi migratori, è necessario a livello locale l’impegno di tutti i soggetti Istituzionali, sociali ed economici per garantire accoglienza diffusa e integrazione dei cittadini stranieri richiedenti protezione. Con l’impegno di tutti si riuscirebbe a costruire programmi strutturali finalizzati a fornire, oltre alle conoscenze linguistiche, quelle culturali e normative del paese che li accoglie facilitandone l’inserimento nelle nostre comunità; a prepararli per futuri percorsi professionali, anche attraverso lavori socialmente utili alle comunità che li ospitano, al fine di potersi proporre nel mercato del lavoro regolare. Si eviterà così di lasciarli soli di fronte al rischio di sfruttamento o dall’essere oggetto di attenzione da parte della criminalità.

Abbiamo infine rappresentato alla dott.ssa Milan la nostra convinzione che la cabina di regia avviata dalla Prefettura alla fine del 2017 con tutti i soggetti che sopra abbiamo ricordato, sia lo strumento attraverso il quale si possono realizzare questi obiettivi con benefici per tutti coloro che vivono nei nostri territori. 

La dott.ssa ci ha assicurato che sarà un suo preciso impegno esporre al Prefetto, che sarà a breve nominato, quanto già realizzato sul tema nel recente passato e quanto da noi esposto nella riunione odierna.

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Tav e infrastrutture vanno fatte

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«I trucchetti sulle parole, i cavilli legali e procedurali non ci interessano: la TAV va fatta per agganciare l’Italia all’Europa e per creare posti di lavoro».

Cgil, Cisl e Uil del Veneto si schierano a fianco delle categorie degli edili, che hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, venerdì 15 marzo, per rivendicare una strategia di rilancio degli investimenti per le grandi e piccole opere necessarie alla nostra regione e al paese.

«Con le risorse già stanziate – spiegano Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Gerardo Colamarco, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Veneto – potrebbero essere attivati circa 400 mila posti di lavoro: basterebbe rilanciare i cantieri fermi o in procinto di partire per generare occupazione in tutto il paese. È un “delitto economico” non utilizzare le risorse già disponibili: più tempo si perde e più lenta sarà la reazione della nostra economia, che presenta preoccupanti segnali recessivi e tassi di crescita tra gli ultimi dell’Eurozona. Aver ancora una volta rimandato una scelta definitiva sulla TAV ci dà l’impressione che l’obiettivo del Governo sia quello di non assumersi le proprie responsabilità, privilegiando così gli aspetti elettorali su quelli delle scelte strategiche per lo sviluppo».

Non basta, secondo i sindacati, la timida apertura del ministero delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita qualche giorno fa a Valeggio sul Mincio, in merito alla tratta della TAV Brescia-Verona. Va anzi sottolineata la necessità che il progetto della TAV comprenda anche l'attraversamento del Veneto e il collegamento con i paesi dell'Europa Orientale, indispensabile per supportare logisticamente la mobilità di persone e merci anche da e per il nostro territorio.

«Più che analisi costi/benefici ciò che manca davvero è una visione e una strategia di sviluppo chiara e compiuta. Ed è grave – sottolineano i tre segretari - che questo governo non discuta preventivamente con le parti sociali, che rappresentano il lavoro e il tessuto produttivo del nostro paese. La sostanza vera è che, per colpa di una visione miope, si rischia di infliggere ulteriori danni all’occupazione, in un settore che ha già perso oltre 500 mila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, penalizzando le imprese e tutta la filiera delle costruzioni».

L’invito di Cgil, Cisl e Uil del Veneto è che tutte le parti sociali ed istituzionali del Veneto si esprimano in modo chiaro ed inequivocabile per il superamento di ogni resistenza e il proseguimento dei lavori senza intralci: «senza rilanciare gli investimenti pubblici e senza trainare e orientare quelli privati con adeguate scelte di politica industriale – preservando ciò che funziona del Codice degli appalti, a partire dal limite al subappalto, dal rispetto del contratto collettivo, dall’introduzione della congruità contro ogni forma di lavoro nero ed irregolare – non si aiuta la crescita né tanto meno si contrasta la recessione».

 

 

 

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Sindacati e Confindustria avviano il Patto della Fabbrica

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Si è svolto pochi giorni fa l’incontro tra Matteo Zoppas (Presidente Confindustria Veneto), affiancato da Maria Raffaella Caprioglio (Delegata alle Relazioni Industriali) e i segretari regionali delle Organizzazioni Sindacali, Christian Ferrari (CGIL Veneto), Gianfranco Refosco (CISL Veneto), e Gerardo Colamarco (UIL Veneto). Un momento di confronto e condivisione - finalmente avviato e da aggiornare con cadenza periodica – su quelle che dovranno essere le linee guida dello sviluppo regionale delle nuove Relazioni Industriali.  Confindustria e Sindacati hanno condiviso che alla base di una virtuosa collaborazione sia posto il "Patto della Fabbrica", l'accordo interconfederale che Confindustria e CGIL CISL e UIL hanno sottoscritto il 9 marzo scorso. Il Patto della Fabbrica dovrà essere attuato al più presto nel nostro territorio e dovrà divenire il leit-motiv delle Relazioni Industriali regionali. Tra i temi prioritari sui quali concentrare l’attenzione:
• la promozione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro;
• l'importanza di avere un sistema di Relazioni Industriali al passo con la "Quarta rivoluzione industriale" (organizzazione del lavoro, sistema di welfare, valorizzazione del ruolo della contrattazione aziendale decentrata, modelli di relazioni partecipative);
• la costruzione di un sistema di politiche attive che sia in grado, da un lato di ricollocare le persone che hanno perso il lavoro e, dall'altro, di riqualificare i lavoratori secondo le esigenze dettate dai cambiamenti in atto nelle aziende (re-skilling); 
• il rafforzamento del sistema formativo, che sia in costante collegamento con il mondo del lavoro, al fine di colmare il persistente gap tra domanda ed offerta (orientamento scolastico e professionale, alternanza scuola lavoro, apprendistato duale e professionalizzante, valorizzazione e potenziamento degli ITS,), anche potenziando la capacità delle imprese di programmare in tempo i propri fabbisogni professionali. 
“Siamo in una fase difficile, - ha dichiarato Gerardo Colamarco, Segretario UIL Veneto - con un governo appena insediato e che si pone modo diverso, rispetto al passato, nei rapporti con l’Europa. Il Veneto è terra di export, di commerci, di scambi: credo che sia dovere di tutti salvaguardare la ricchezza di questo territorio, sia dalla parte delle aziende che dalla parte dei lavoratori. Ci sono sfide importanti: sull’autonomia, sul welfare, sulle ricadute occupazionali che può avere il Piano Industria 4.0, sull’idea di sviluppo di questa regione. E crediamo che il confronto e la contrattazione non siano bizantinismi del passato, ma passaggi necessari per garantire corrette relazioni, diritti e benessere dei lavoratori e i cittadini».

 

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