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Criminalità, la Regione convochi le parti sociali

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Dopo la seconda ondata di arresti nel giro di pochi giorni in Veneto, i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Veneto, Christian Ferrari, Gianfranco Refosco, Gerardo Colamarco esprimono la propria preoccupazione e chiedono al presidente della Regione, Luca Zaia, di convocare le Parti Sociali. 

«Le notizie - spiegano i tre segretari in una nota - di un’ ulteriore grande operazione della Procura distrettuale antimafia di Venezia con l’arresto di 33 persone implicate in attività della n’drangheta confermano come l’infiltrazione e l’insediamento mafioso in Veneto siano una realtà non più sottovalutabile. Il grande lavoro investigativo e repressivo della magistratura e delle forze dell’ordine deve essere quindi accompagnato dalla massima attenzione delle rappresentanze istituzionali e sociali e da una costante sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Chiediamo al Presidente Zaia una urgente convocazione di tutte le Parti Sociali per definire, insieme alle istituzioni preposte, un piano di azione per il contrasto alla criminalità organizzata in Veneto. Invitiamo la Regione e le istituzioni locali, a partire dai Comuni capoluogo ad aderire alla manifestazione di Padova del 21 marzo prossimo venturo. Nessuno deve girarsi dall’altra parte».

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Il Piano per la Sicurezza

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«Bisogna dare atto alla Regione Veneto e al presidente Luca Zaia dell’impegno profuso in questo periodo su un tema così delicato come quello della sicurezza sul lavoro».
Gerardo Colamarco, segretario generale Uil Veneto, commenta così la firma del Piano Strategico sulla Sicurezza, avvenuta oggi a Venezia.
«La Regione ha tradotto gli impegni presi nei mesi scorsi in fatti concreti, dopo la drammatica crescita di infortuni mortali. Vogliamo ringraziare anche i collaboratori del presidente Zaia, che hanno saputo trasmetterle le ultime indicazioni dei sindacati e che ci hanno permesso di trovarci qui oggi e a condividere in pieno il piano strategico».
Il Piano utilizzerà le risorse stanziate a fine 2017 a favore delle Ulss venete intervenendo, con una prima misura, con l’assunzione di 30 tecnici al fine di rafforzare le attività degli Spisal. Inoltre si incrementano gli interventi di vigilanza nelle aziende da sottoporre a controllo per il triennio 2018-2020: più rispetto al 2017.
«È importante l’investimento nella formazione e nell’informazione, utilizzando anche le risorse provenienti dal pagamento delle sanzioni. Così come merita di essere sottolineato il consolidamento delle sinergie tra Spisal, Rlst e Rls. Con questo piano strategico ci auguriamo una riduzione degli infortuni ma soprattutto un abbattimento di quelli mortali, che purtroppo negli ultimi mesi hanno dato il primato negativo alla nostra regione».
In conclusione, il segretario Colamarco ha chiesto «un maggiore coinvolgimento operativo del Comitato Regionale di Coordinamento sulla Sicurezza. Chiediamo che le associazioni datoriali s’impegnino, anche con risorse economiche, sui temi della formazione prevenzione e informazione».

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Alternanza Scuola Lavoro

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«La firma di questo protocollo rappresenta un impegno per tutti i soggetti coinvolti, perché mette al centro il futuro dei nostri giovani. Quando pensavamo di esserci messi alle spalle gli effetti della crisi economica, siamo ripiombati in una situazione di grave incertezza, con l’Europa attraversata da correnti sovraniste e populiste. Il nostro Paese resta fanalino di coda per quanto riguarda crescita ed occupazione, mentre cresce la fuga di cervelli all’estero». Così Gerardo Colamarco, segretario generale di UIL Veneto, ha commentato la firma del protocollo sull'alternanza scuola lavoro di oggi. 

«Cito un dato, tratto dall’annuale rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes: il Veneto è la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per numero di persone che hanno lasciato il paese per andare a lavorare all’estero. Nel 2017 sono stati 11.611. Solo l’anno prima, nel 2016, i partenti dalla nostra regione erano stati 10.374, con una crescita tra un anno e l’altro del 10,7%. Guardando agli ultimi tre anni, gli aumenti più consistenti  hanno riguardato soprattutto i giovani, che si sono rivolti all’estero per supplire alle difficoltà occupazionali e di realizzazione personale sofferte in Italia».

Resta a livelli di guardia il numero di giovani che fanno fatica a trovare lavoro, o contratti che permettano una programmazione della propria vita. Secondo i dati di Veneto Lavoro di settembre, riferiti al secondo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, le assunzioni nella componente più anziana surclassano (+12%) quelle nelle fasce più giovani e centrali (che crescono invece solo dell’1,8%). 

«Ben venga - conclude Colamarco - dunque questo protocollo: quest’anno, in tutta Italia, si punta a coinvolgere un milione e mezzo di studenti (l’anno scorso erano stati poco meno di un milione. Per anni la UIL ha insistito per una formazione che fosse a misura delle esigenze del mondo produttivo. Il mercato del lavoro è molto cambiato, sia per colpa della crisi economica, sia per la naturale innovazione tecnologica: dobbiamo fornire ai nostri studenti opportunità che siano realmente un ponte verso la piena occupazione. Nella Regione Veneto e nell’assessore Donazzan abbiamo trovato sempre un interlocutore attento, disponibile, aperto all’apporto che il sindacato può dare in termini di relazioni, di bilateralità e di conoscenza del mondo del lavoro».

 

 

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