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Un presidio permanente sulla legalità

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E’ scontato il giudizio preoccupato e l’allarme che il caso di Eraclea, con le infiltrazioni malavitose nel tessuto economico e politico nel nostro territorio siano l’incipit di ogni ragionamento che le organizzazioni sindacali Confederali di Venezia esprimono sul caso di Eraclea.

Oltre quindi alla gravità della fattispecie, tale caso apre importanti questioni che debbono essere affrontate con urgenza. La prima riguarda quale sia la penetrazione della criminalità organizzata e mafiosa dentro il tessuto economico, sociale e politico nel nostro territorio e di come tali fenomeni malavitosi ora siano strutturalmente compenetrati soprattutto nei territori più attrattivi in quanto sedi di realtà produttive industriali, economiche e turistiche. La seconda attiene ai dipendenti delle imprese coinvolte da questo ennesimo scandalo, le loro sorti, le sorti delle loro aziende e la tenuta complessiva del tessuto produttivo e sociale del territorio. Sono necessarie risposte rapide che, evitando crisi occupazionali, garantiscano sviluppo e lavoro nella legalità mantenendo alto il rapporto di fiducia tra i cittadini e le Istituzioni, gli Enti preposti ed i Corpi Intermedi. La terza cosa che il sindacato da tempo sollecita, è la stipula di protocolli in materia di appalti tra attori istituzionali, di rappresentanza ed economici e lo sviluppo della contrattazione sociale territoriale quali strumenti indispensabili per ribadire la centralità della legalità, sotto ogni aspetto, come presupposto per affrontare qualunque tipo di attività economica.

Da tempo le organizzazioni sindacali confederali metropolitane hanno presentato alla Città Metropolitana e al Comune di Venezia, una proposta di protocollo sugli appalti pubblici che coinvolge anche le società controllate.

Questo diventerebbe uno strumento in grado di generare un riallineamento dei soggetti interessati (politici, produttivi, ispettivi e di rappresentanza) finalizzato ad allontanare in maniera definitiva tutti quei soggetti che, grazie a pratiche illegali, producono concorrenza sleale e dumping negativo a tutte quelle aziende che operano con correttezza e nel rispetto della legalità.
Da ultimo, certo non per importanza, va affrontato quale debba essere il ruolo del “sistema creditizio”, in rapporto al territorio, all’economia locale, al mondo imprenditoriale e politico. Serve una visione condivisa che guardi a tale rapporto andando oltre le dinamiche esclusivamente commerciali e che faccia emergere un maggior ruolo sociale del sistema credi tizio di primo controllo e verifica della correttezza e della legalità (non solo formale) delle transazioni finanziarie più generali. Sono argomenti questi che possono essere affrontati unicamente con un ampio consenso nel territorio e fatti come quelli di Eraclea pongono tali temi con urgenza.

Le organizzazioni sindacali sono pronte da subito a dare il loro contributo richiedendo l’immediata costituzione di una Consulta permanente a guida pubblica dove tutti i soggetti attivi per la tutela della legalità, (Enti Territoriali, soggetti economici e del sistema credito e le Parti Sociali) possano confrontarsi e stabilire congiuntamente le indispensabili azioni di contrasto al fenomeno malavitoso purtroppo sempre più presente ed operante nel nostro territorio metropolitano. Proposta che le Organizzazioni Sindacali avevano già avanzato nell’ottobre del 2016.

CGIL CISL UIL VENEZIA

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Stati generali per la legalità

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Questa mattina, presso Palazzo Balbi, si è tenuto - su richiesta di Cgil, Cisl e Uil regionali - l'incontro con il Presidente Zaia sul tema della legalità e della presenza della criminalità organizzata nel nostro tessuto produttivo. Hanno partecipato Christian Ferrari, Segretario generale della Cgil del Veneto, Paolo Pozzobon, Segretario confederale Cisl Veneto, Gerardo Colamarco, Segretario generale della Uil del Veneto.

«Abbiamo espresso al Presidente della Regione - dichiarano i tre sindacalisti - tutta la nostra preoccupazione per l'evidente salto di qualità della presenza criminale sul nostro territorio, come dimostrano le recenti indagini della Magistratura e delle Forze dell'Ordine. Senza una diffusa azione di prevenzione sarà impossibile sradicare dal nostro sistema economico la criminalità organizzata, ed è indispensabile per questo che tutti facciano la loro parte: le istituzioni, le forze sociali e il tessuto produttivo veneto. Per questo abbiamo proposto alla Regione di convocare gli “Stati generali del Veneto per la legalità e per il contrasto alla criminalità organizzata”, affinché sia approntato un piano strategico che preveda misure concrete a partire dai settori più esposti: la logistica, l'agricoltura, il sistema degli appalti, il ciclo dei rifiuti, il sistema del credito. Il primo passo da compiere è una vera e propria indagine conoscitiva che faccia emergere le reali dimensioni di questi fenomeni. Un'altra azione decisiva è la sensibilizzazione dei cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni a una cultura della legalità, della solidarietà, della dignità del lavoro. A questo proposito, la Giornata della Memoria e dell'Impegno, che vedrà a Padova la piazza principale di una mobilitazione che coinvolgerà tutto il Paese il prossimo 21 marzo, può rappresentare l’inizio di questo percorso condiviso».

«Ci auguriamo – concludono i sindacalisti - che, nei tempi più rapidi, gli impegni che ha assunto il presidente Zaia si trasformino in fatti tangibili».

 

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