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Gazzettino e Corriere, al fianco dei giornalisti

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Nel giro di poche settimane due dei più importanti quotidiani della nostra regione - il Gazzettino e il Corriere del Veneto - hanno intrapreso riorganizzazioni del lavoro e del personale che da una parte mortificano il lavoro e la professionalità dei redattori, dall'altra offendono la dignità dei tanti collaboratori esterni. 
In particolare, tra questi ultimi, si favorisce una ignobile guerra tra poveri, creando ingiustificabili preferenze tra i collaboratori storici, tra quelli iscritti all'Ordine e infine tra quelli che - con sacrificio - sono costretti a ricevere pagamenti così esigui da fare fatica a raggiungere i 2000 euro lordi l'anno, quota minima necessaria per diventare pubblicisti. 
Per i - sempre meno, per la verità - assunti nelle redazioni, i progetti presentati sembrano votati al massimo risparmio e contenimento dei costi, non tenendo conto della qualità, della imparzialità e della credibilità che il lavoro giornalistico ha il dovere di garantire. 
In tutto questo non aiuta un clima sociale, alimentato irresponsabilmente da alcuni parti politiche, di denigrazione acritica e aprioristica di chi svolge questo importante mestiere.
Uil Veneto è al fianco dei giornalisti, del sindacato Assostampa Venezia, e dell'Ordine Giornalisti Veneto in questa battaglia e auspica il rispetto della dignità e della professionalità, un equo compenso per chi intraprende questa strada, una lotta a qualsiasi forma di uso ed abuso del precariato.

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Solidarietà ai giornalisti del Messaggero di Sant'Antonio

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«Neanche la crisi conclamata di un settore come quello dell'editoria può giustificare il licenziamento degli otto giornalisti impiegati nella redazione del Messaggero di Sant'Antonio». Gerardo Colamarco, segretario generale della UIL Veneto, porta il suo sostegno ai lavoratori. «L'innovazione tecnologica e la diffusione dell'informazione on-line rendono questo settore particolarmente fragile. A rendere ancora più difficile la situazione è il clima che si è creato attorno al mondo della stampa, con attacchi che ultimamente hanno raggiunto il livello di guardia. Non fa parte della missione del sindacato tradizionale la rappresentanza dei giornalisti, ma per noi non fa differenza: sono lavoratori che con impegno e professionalità hanno sempre ottemperato ai loro doveri. Auspico un ripensamento da parte del gruppo editoriale e l'apertura di un tavolo di confronto con la redazione».

 

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