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Alternanza Scuola Lavoro

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«La firma di questo protocollo rappresenta un impegno per tutti i soggetti coinvolti, perché mette al centro il futuro dei nostri giovani. Quando pensavamo di esserci messi alle spalle gli effetti della crisi economica, siamo ripiombati in una situazione di grave incertezza, con l’Europa attraversata da correnti sovraniste e populiste. Il nostro Paese resta fanalino di coda per quanto riguarda crescita ed occupazione, mentre cresce la fuga di cervelli all’estero». Così Gerardo Colamarco, segretario generale di UIL Veneto, ha commentato la firma del protocollo sull'alternanza scuola lavoro di oggi. 

«Cito un dato, tratto dall’annuale rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes: il Veneto è la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per numero di persone che hanno lasciato il paese per andare a lavorare all’estero. Nel 2017 sono stati 11.611. Solo l’anno prima, nel 2016, i partenti dalla nostra regione erano stati 10.374, con una crescita tra un anno e l’altro del 10,7%. Guardando agli ultimi tre anni, gli aumenti più consistenti  hanno riguardato soprattutto i giovani, che si sono rivolti all’estero per supplire alle difficoltà occupazionali e di realizzazione personale sofferte in Italia».

Resta a livelli di guardia il numero di giovani che fanno fatica a trovare lavoro, o contratti che permettano una programmazione della propria vita. Secondo i dati di Veneto Lavoro di settembre, riferiti al secondo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, le assunzioni nella componente più anziana surclassano (+12%) quelle nelle fasce più giovani e centrali (che crescono invece solo dell’1,8%). 

«Ben venga - conclude Colamarco - dunque questo protocollo: quest’anno, in tutta Italia, si punta a coinvolgere un milione e mezzo di studenti (l’anno scorso erano stati poco meno di un milione. Per anni la UIL ha insistito per una formazione che fosse a misura delle esigenze del mondo produttivo. Il mercato del lavoro è molto cambiato, sia per colpa della crisi economica, sia per la naturale innovazione tecnologica: dobbiamo fornire ai nostri studenti opportunità che siano realmente un ponte verso la piena occupazione. Nella Regione Veneto e nell’assessore Donazzan abbiamo trovato sempre un interlocutore attento, disponibile, aperto all’apporto che il sindacato può dare in termini di relazioni, di bilateralità e di conoscenza del mondo del lavoro».

 

 

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Barbagallo in Fincantieri

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Oltre 400 lavoratori hanno partecipato all’assemblea che si è svolta, ieri mattina, a Venezia, nello stabilimento Fincantieri di Marghera. Presenti, tra gli altri, Il Segretario della Uil Veneto, Gerardo Colamarco, il responsabile per il settore della Uilm nazionale, Michele Paliani, e il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.

“È stato un confronto molto interessante - ha detto Barbagallo - che ha dato continuità all’impegno assunto con la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl, Uil e alla grande manifestazione dello scorso 9 febbraio. Abbiamo discusso con i lavoratori sia sui temi dell’attualità economica e sindacale sia sulle questioni che riguardano la vita dello stabilimento. Si tratta di un’eccellenza del nostro Paese che dobbiamo sapere conservare e valorizzare: c’è know how, ci sono commesse, non possiamo arretrare. Ecco perché dobbiamo puntare sull’integrativo, sia per redistribuire la ricchezza che si produce sia per cercare di affrontare la questione delle ditte che lavorano in appalto. Su quest’ultimo aspetto - ha proseguito Barbagallo - si potrebbe puntare alla definizione di un contratto di cantiere o, quantomeno, alla determinazione di condizioni omogenee per tutti coloro che operano in quell’area. L’altro punto delicato anche per i lavoratori di Fincantieri, così come per la maggior parte dei lavoratori italiani, è quello delle pensioni. Quota 100 è un primo passo, ma non risolve tutti i problemi. Questa è una realtà dove ci sono molti lavori gravosi o usuranti e per loro diventa essenziale che la Commissione tecnico scientifica, istituita con l’accordo sottoscritto con il precedente Governo, possa procedere - ha concluso Barbagallo - per allargare la platea dei soggetti interessati ad anticipare l’uscita verso il pensionamento”.

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Ok decreto, ma servono correzioni

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«Aspettiamo di leggere meglio i testi, ma noi non saremo mai contro reddito di cittadinanza e quota 100 per le parti che si riferiscono alla possibilità di aiutare i poveri e fare in modo che si possa andare in pensione prima». Così Gerardo Colamarco, segretario generale della UIL Veneto, sulla scia della posizione espressa dal segretario nazionale Carmelo Barbagallo al Consiglio Confederale di Roma. «Noi non siamo opposizione politica, siamo parti sociali, siamo il sindacato e vogliamo discutere con il Governo di tutto ciò che serve non solo per cercare il lavoro, ma per creare il lavoro». Per la UIL c´è però da affrontare la questione fiscale. A parità di reddito, lavoratori dipendenti e autonomi devono pagare le stesse tasse. Sarebbe incostituzionale fare il contrario. I sindacati hanno chiesto un incontro al Governo. «Ci auguriamo - conclude Colamarco - che la convocazione arrivi in tempi brevi. Altrimenti è già in programma una grande manifestazione unitaria a Roma, il prossimo 9 febbraio, alla quale UIL Veneto sarà presente con centinaia di delegati».

 

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