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Criminalità, la Regione convochi le parti sociali

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Dopo la seconda ondata di arresti nel giro di pochi giorni in Veneto, i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Veneto, Christian Ferrari, Gianfranco Refosco, Gerardo Colamarco esprimono la propria preoccupazione e chiedono al presidente della Regione, Luca Zaia, di convocare le Parti Sociali. 

«Le notizie - spiegano i tre segretari in una nota - di un’ ulteriore grande operazione della Procura distrettuale antimafia di Venezia con l’arresto di 33 persone implicate in attività della n’drangheta confermano come l’infiltrazione e l’insediamento mafioso in Veneto siano una realtà non più sottovalutabile. Il grande lavoro investigativo e repressivo della magistratura e delle forze dell’ordine deve essere quindi accompagnato dalla massima attenzione delle rappresentanze istituzionali e sociali e da una costante sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Chiediamo al Presidente Zaia una urgente convocazione di tutte le Parti Sociali per definire, insieme alle istituzioni preposte, un piano di azione per il contrasto alla criminalità organizzata in Veneto. Invitiamo la Regione e le istituzioni locali, a partire dai Comuni capoluogo ad aderire alla manifestazione di Padova del 21 marzo prossimo venturo. Nessuno deve girarsi dall’altra parte».

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Tav e infrastrutture vanno fatte

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«I trucchetti sulle parole, i cavilli legali e procedurali non ci interessano: la TAV va fatta per agganciare l’Italia all’Europa e per creare posti di lavoro».

Cgil, Cisl e Uil del Veneto si schierano a fianco delle categorie degli edili, che hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, venerdì 15 marzo, per rivendicare una strategia di rilancio degli investimenti per le grandi e piccole opere necessarie alla nostra regione e al paese.

«Con le risorse già stanziate – spiegano Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Gerardo Colamarco, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Veneto – potrebbero essere attivati circa 400 mila posti di lavoro: basterebbe rilanciare i cantieri fermi o in procinto di partire per generare occupazione in tutto il paese. È un “delitto economico” non utilizzare le risorse già disponibili: più tempo si perde e più lenta sarà la reazione della nostra economia, che presenta preoccupanti segnali recessivi e tassi di crescita tra gli ultimi dell’Eurozona. Aver ancora una volta rimandato una scelta definitiva sulla TAV ci dà l’impressione che l’obiettivo del Governo sia quello di non assumersi le proprie responsabilità, privilegiando così gli aspetti elettorali su quelli delle scelte strategiche per lo sviluppo».

Non basta, secondo i sindacati, la timida apertura del ministero delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita qualche giorno fa a Valeggio sul Mincio, in merito alla tratta della TAV Brescia-Verona. Va anzi sottolineata la necessità che il progetto della TAV comprenda anche l'attraversamento del Veneto e il collegamento con i paesi dell'Europa Orientale, indispensabile per supportare logisticamente la mobilità di persone e merci anche da e per il nostro territorio.

«Più che analisi costi/benefici ciò che manca davvero è una visione e una strategia di sviluppo chiara e compiuta. Ed è grave – sottolineano i tre segretari - che questo governo non discuta preventivamente con le parti sociali, che rappresentano il lavoro e il tessuto produttivo del nostro paese. La sostanza vera è che, per colpa di una visione miope, si rischia di infliggere ulteriori danni all’occupazione, in un settore che ha già perso oltre 500 mila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, penalizzando le imprese e tutta la filiera delle costruzioni».

L’invito di Cgil, Cisl e Uil del Veneto è che tutte le parti sociali ed istituzionali del Veneto si esprimano in modo chiaro ed inequivocabile per il superamento di ogni resistenza e il proseguimento dei lavori senza intralci: «senza rilanciare gli investimenti pubblici e senza trainare e orientare quelli privati con adeguate scelte di politica industriale – preservando ciò che funziona del Codice degli appalti, a partire dal limite al subappalto, dal rispetto del contratto collettivo, dall’introduzione della congruità contro ogni forma di lavoro nero ed irregolare – non si aiuta la crescita né tanto meno si contrasta la recessione».

 

 

 

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Firmato il protocollo Governo-Sindacati

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Alle 7,30 di questa mattina, dopo una no-stop di quasi 24 ore, Uil, Cisl, Cgil, Associazioni datoriali e Governo hanno condiviso il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. Soddisfazione è stata espressa dalla delegazione della Uil, guidata dal Segretario generale, Carmelo Barbagallo, e composta dal Segretario generale aggiunto, Pierpaolo Bombardieri, e dalle Segretarie confederali, Ivana Veronese e Tiziana Bocchi. “È prevalso il buon senso – ha detto Barbagallo - e abbiamo fatto valere il principio della priorità della sicurezza sul profitto, valorizzando il ruolo delle Rsu e degli Rls e Rlst. L’attuale gravissima emergenza sanitaria deve essere gestita tutti insieme: con l’intesa, fortemente voluta dalla Uil, possiamo ora offrire ai lavoratori e al Paese uno strumento, giusto ed efficace, di tutela e salvaguardia della salute anche nei luoghi di lavoro. Dobbiamo vincere questa battaglia contro il virus, dobbiamo evitare di sprofondare in una recessione che impoverirebbe tutti, a cominciare dalle classi più deboli, come i pensionati, che devono essere tutelate anche dai rischi di truffe e speculazioni. Nella capacità di realizzare tale equilibrio - ha proseguito il leader della Uil - c’è la chiave per rialzarsi e ripartire: noi ci crediamo e siamo pronti a fare la nostra parte”. Dall’ingresso nei luoghi di lavoro ai processi di sanificazione; dai dispositivi di protezione individuale alla gestione degli spazi comuni; dall’organizzazione aziendale agli orari di lavoro; dalla gestione di una persona sintomatica in azienda alla sorveglianza sanitaria. Sono questi alcuni capitoli del documento concordato che prevede una serie di misure per garantire a tutti i lavoratori di svolgere la loro attività in una condizione di sicurezza e di protezione rafforzata, rispetto ai rischi rappresentati dall’epidemia di Coronavirus. “Si tratta di un insieme di regole che determinano un’omogeneità di trattamento in tutte le realtà produttive e che - ha concluso Barbagallo - ribadiscono, in linea con le disposizioni governative già attuate in questi giorni, il diritto alla sicurezza e alla salute e l’effettiva fruizione di quelle prescrizioni”.
Nel pomeriggio si svolgerà un incontro in videoconferenza tra Regione Veneto e Cgil Cisl e Uil Veneto.
IL PROTOCOLLO

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Grandi Navi, convocare la Cabina di Regia

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L’incidente avvenuto ieri a Venezia, che ha coinvolto nel Canale della Giudecca una nave da crociera ed un battello fluviale, ripropone una volta ancora una serie di temi che da tempo sono all’attenzione delle istituzioni, a cominciare dal governo nazionale, e che ancora non hanno trovato una dovuta soluzione.
Come CGIL CISL e UIL da anni abbiamo dichiarato e richiesto che le cosiddette grandi navi non possano e non debbano più transitare per il bacino di San Marco e per il canale della Giudecca. Ovviamente spetta ai tecnici trovare una soluzione.

Quanto avvenuto ieri, le cui cause saranno accertate dalle autorità competenti, ci porta a denunciare da un lato i ritardi oramai inaccettabili e, dall’altro, a rivendicare una soluzione in tempi rapidissimi. Soluzione che deve tenere nella dovuta considerazione la vivibilità e la sicurezza della città, la salvaguardia della laguna, il mantenimento dell’occupazione nonché la tutela delle attività industriali e manifatturiere esistenti nell’area di crisi complessa di Porto Marghera, trovando un equilibrio tra le attività a vocazione industriale e le attività portuali e crocieristiche.  Chiediamo a questo scopo che si faccia chiarezza sullo studio di compatibilità redatto all’epoca del Comitatone nel 2017 e mai presentato, quantomeno alle parti sociali.

Altresì rivendichiamo un chiarimento sulle competenze nelle materie inerenti alla laguna di Venezia oggi troppo frammentate e rivendicate da troppi soggetti istituzionali. Quanto accaduto ieri ripropone, altresì, il tema dell’eccessiva presenza di imbarcazioni nei principali canali di Venezia e della mancanza di una adeguata regolamentazione. Analogamente obbliga a profonde riflessioni su come aumentare la prevenzione sui rischi nelle aree portuali, considerando ad esempio, laddove fosse necessario, il potenziamento dei servizi tecnico nautici di ausilio alle navi in transito nei porti e quanto sia ritenuto utile alla salvaguardia delle persone, e/o dei lavoratori, che occupano le banchine in caso di incidenti.

Cgil Cisl e Uil ribadiscono la necessità, come da tempo richiesto, che sia convocata la Cabina di Regia istituita dalla Città Metropolitana, dove trovare una sintesi di tutte le istanze del territorio e arrivare in tempi rapidi ad una decisione, condivisa, da parte delle Istituzioni preposte.

 

 

 

 

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