Menu

Verso la manifestazione del 9 febbraio

  • Pubblicato in Notizie

«Ieri l’Istat ha certificato che l’Italia è in recessione. È la terza volta in dieci anni. Non possiamo prescindere da questo dato per capire quanto sia difficile la situazione. La manovra del Governo – sulla carta una manovra espansiva – regge solo con un Paese che cresce. Con la stagnazione o addirittura la recessione i conti sballeranno».

Così Gerardo Colamarco, segretario generale della UIL Veneto, nel corso della conferenza stampa unitaria di CGIL CISL e UIL sulla manifestazione in programma il prossimo 9 febbraio, #FuturoalLavoro, che porterà a Roma almeno 10mila lavoratori e pensionati delle tre confederazioni.

«Con Cgil e Cisl abbiamo approntato una piattaforma unitaria, condivisa dalla stragrande maggioranza dei nostri attivisti e dai lavoratori: vorremmo che il Governo si confrontasse con noi su questi temi. Il problema, infatti, non è solo quello di seguire insieme le vertenze aziendali, ma anche di sviluppare un’azione che ci consenta di avere un Paese che cresca, perché altrimenti non crescono l’economia, né l’occupazione, né la società. 

La UIL, a livello locale e nazionale, non si è espressa contro il reddito di cittadinanza o contro quota 100: in modo laico, noi dobbiamo pensare agli interessi di chi è più debole. Ma per ridistribuire risorse e combattere la povertà, bisogna prima creare ricchezza. E la ricchezza si crea creando lavoro».

Nel corso della presentazione dell’iniziativa, Colamarco ha chiarito che il Decreto sulle pensioni risponde ad una parte delle attese dei lavoratori, mentre lascia senza risposte alcune questioni rilevanti del sistema previdenziale. Quota 100 è un passo importante verso la reintroduzione di una flessibilità di accesso alla pensione. Ma l’introduzione del meccanismo delle finestre è penalizzante per tutti i lavoratori ed in particolare penalizza i lavoratori del settore pubblico. Per la UIL occorre operare interventi che sostengano il futuro previdenziale dei giovani lavoratori con meccanismi che coprano i buchi di contribuzione e la frammentarietà del lavoro».

«Importantissima, per una corretta valutazione della previdenza italiana, è la nuova istituzione delle due Commissioni tecniche che devono avere il compito di separare la spesa previdenziale da quella assistenziale e di stabilire criteri scientifici per individuare le mansioni gravose ed usuranti».

Uno studio prodotto dalla UIL evidenzia che la spesa per pensioni in Italia è dell’11% rispetto al Pil invece del 16% (che è la somma tra spesa previdenziale e spesa assistenziale, che solo in Italia si continua a sommare). Una spesa netta per pensioni dell’11% è perfettamente in media con quella degli altri Paesi della UE e, addirittura, 1,4 punti meno della Francia, 1 punto in meno dell’Austria, 0,4 punti in meno della Germania.

La Pensione di cittadinanza, si pone come obiettivo quello di rispondere alle esigenze di contrasto alla povertà, ma è bene che sia strutturata in modo lineare:  è importante, che gli interventi di natura previdenziale non siano ancorati alla valutazione dell’Isee e del reddito familiare, come nel caso della pensione di cittadinanza, poiché le misure pensionistiche hanno e devono avere carattere soggettivo basandosi sulla storia contributiva dei lavoratori e premiando chi ha versato per più tempo, in questo modo si evita di incentivare il lavoro nero.

«Al contempo – conclude Colamarco - bisogna ridurre la pressione fiscale sulle pensioni che attualmente nel nostro Paese grava sui pensionati quasi il doppio rispetto alla media europea, operando una modifica delle detrazioni specifiche e dando, così, anche un concreto impulso alla domanda interna. Sotto questo punto di vista l’ultima Legge di Bilancio ha fatto un regalo al lavoro autonomo. Infatti, con la Flat tax la tassazione è minima fino a 65mila euro mentre non sono state ridotte di un centesimo le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati».

Per ciò che concerne l’anticipo pensionistico dei lavoratori precoci, come UIL vogliamo ribadire con forza l’idea secondo cui 41 anni di contribuzione sono sufficienti per l’uscita dal mondo del Lavoro e che “quota 41” deve essere estesa a tutti i lavoratori. Come UIL, crediamo sia profondamente sbagliata la previsione di pagare il TFS ed il TFR ai lavoratori del settore pubblico con un ritardo che può arrivare a 7 anni. L’introduzione di sconti fiscali atti a compensare eventuali anticipi richiesti tramite istituti di credito è un artificio che non cancella la grave discriminazione operata.

 

Leggi tutto...

Tav e infrastrutture vanno fatte

  • Pubblicato in Notizie

«I trucchetti sulle parole, i cavilli legali e procedurali non ci interessano: la TAV va fatta per agganciare l’Italia all’Europa e per creare posti di lavoro».

Cgil, Cisl e Uil del Veneto si schierano a fianco delle categorie degli edili, che hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, venerdì 15 marzo, per rivendicare una strategia di rilancio degli investimenti per le grandi e piccole opere necessarie alla nostra regione e al paese.

«Con le risorse già stanziate – spiegano Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Gerardo Colamarco, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Veneto – potrebbero essere attivati circa 400 mila posti di lavoro: basterebbe rilanciare i cantieri fermi o in procinto di partire per generare occupazione in tutto il paese. È un “delitto economico” non utilizzare le risorse già disponibili: più tempo si perde e più lenta sarà la reazione della nostra economia, che presenta preoccupanti segnali recessivi e tassi di crescita tra gli ultimi dell’Eurozona. Aver ancora una volta rimandato una scelta definitiva sulla TAV ci dà l’impressione che l’obiettivo del Governo sia quello di non assumersi le proprie responsabilità, privilegiando così gli aspetti elettorali su quelli delle scelte strategiche per lo sviluppo».

Non basta, secondo i sindacati, la timida apertura del ministero delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita qualche giorno fa a Valeggio sul Mincio, in merito alla tratta della TAV Brescia-Verona. Va anzi sottolineata la necessità che il progetto della TAV comprenda anche l'attraversamento del Veneto e il collegamento con i paesi dell'Europa Orientale, indispensabile per supportare logisticamente la mobilità di persone e merci anche da e per il nostro territorio.

«Più che analisi costi/benefici ciò che manca davvero è una visione e una strategia di sviluppo chiara e compiuta. Ed è grave – sottolineano i tre segretari - che questo governo non discuta preventivamente con le parti sociali, che rappresentano il lavoro e il tessuto produttivo del nostro paese. La sostanza vera è che, per colpa di una visione miope, si rischia di infliggere ulteriori danni all’occupazione, in un settore che ha già perso oltre 500 mila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, penalizzando le imprese e tutta la filiera delle costruzioni».

L’invito di Cgil, Cisl e Uil del Veneto è che tutte le parti sociali ed istituzionali del Veneto si esprimano in modo chiaro ed inequivocabile per il superamento di ogni resistenza e il proseguimento dei lavori senza intralci: «senza rilanciare gli investimenti pubblici e senza trainare e orientare quelli privati con adeguate scelte di politica industriale – preservando ciò che funziona del Codice degli appalti, a partire dal limite al subappalto, dal rispetto del contratto collettivo, dall’introduzione della congruità contro ogni forma di lavoro nero ed irregolare – non si aiuta la crescita né tanto meno si contrasta la recessione».

 

 

 

Leggi tutto...

Grandi Navi, convocare la Cabina di Regia

  • Pubblicato in Notizie

L’incidente avvenuto ieri a Venezia, che ha coinvolto nel Canale della Giudecca una nave da crociera ed un battello fluviale, ripropone una volta ancora una serie di temi che da tempo sono all’attenzione delle istituzioni, a cominciare dal governo nazionale, e che ancora non hanno trovato una dovuta soluzione.
Come CGIL CISL e UIL da anni abbiamo dichiarato e richiesto che le cosiddette grandi navi non possano e non debbano più transitare per il bacino di San Marco e per il canale della Giudecca. Ovviamente spetta ai tecnici trovare una soluzione.

Quanto avvenuto ieri, le cui cause saranno accertate dalle autorità competenti, ci porta a denunciare da un lato i ritardi oramai inaccettabili e, dall’altro, a rivendicare una soluzione in tempi rapidissimi. Soluzione che deve tenere nella dovuta considerazione la vivibilità e la sicurezza della città, la salvaguardia della laguna, il mantenimento dell’occupazione nonché la tutela delle attività industriali e manifatturiere esistenti nell’area di crisi complessa di Porto Marghera, trovando un equilibrio tra le attività a vocazione industriale e le attività portuali e crocieristiche.  Chiediamo a questo scopo che si faccia chiarezza sullo studio di compatibilità redatto all’epoca del Comitatone nel 2017 e mai presentato, quantomeno alle parti sociali.

Altresì rivendichiamo un chiarimento sulle competenze nelle materie inerenti alla laguna di Venezia oggi troppo frammentate e rivendicate da troppi soggetti istituzionali. Quanto accaduto ieri ripropone, altresì, il tema dell’eccessiva presenza di imbarcazioni nei principali canali di Venezia e della mancanza di una adeguata regolamentazione. Analogamente obbliga a profonde riflessioni su come aumentare la prevenzione sui rischi nelle aree portuali, considerando ad esempio, laddove fosse necessario, il potenziamento dei servizi tecnico nautici di ausilio alle navi in transito nei porti e quanto sia ritenuto utile alla salvaguardia delle persone, e/o dei lavoratori, che occupano le banchine in caso di incidenti.

Cgil Cisl e Uil ribadiscono la necessità, come da tempo richiesto, che sia convocata la Cabina di Regia istituita dalla Città Metropolitana, dove trovare una sintesi di tutte le istanze del territorio e arrivare in tempi rapidi ad una decisione, condivisa, da parte delle Istituzioni preposte.

 

 

 

 

Leggi tutto...

Un'ora di lavoro

  • Pubblicato in Notizie

CGIL CISL UIL Veneto e Confindustria Veneto hanno costituito un FONDO per sostenere le popolazioni del Veneto colpite dal maltempo di fine ottobre. I lavoratori possono partecipare a questa azione solidale versando, VOLONTARIAMENTE, una somma pari ad UN’ORA DI LAVORO tramite delega alla propria azienda. Anche le aziende sono chiamate a partecipare, volontariamente, a questa sottoscrizione.
Si può versare un contributo anche direttamente sul c/c bancario Emergenza Maltempo Veneto 2018
c/o Banco San Marco - codice Iban IT74V0503402000000000013119.

Per maggiori informazioni chiedi ai tuoi Rappresentanti Sindacali

La delega per la sottosrizione

Leggi tutto...
Subscribe to this RSS feed