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Schede ospedaliere, l'audizione di UIL Veneto

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Stamattina la UIL Veneto è stata ascoltata in audizione in Quinta Commissione Regionale sulle schede ospedaliere.

«Dati alla mano - ha dichiarato il segretario confederale regionale Mario Ragno - risulta una consistente diminuzione dei posti letto totali (circa 400 in meno rispetto alla vecchia programmazione), che penalizza soprattutto le strutture pubbliche. In particolare  è l’area riabilitativa che viene “dirottata” verso le strutture private. La diminuzione dei posti letto nelle strutture intermedie porta inoltre al superamento della lunga degenza ospedaliera, scaricando sulle famiglie i costi dopo i primi 30 giorni. Il PSSR prevedeva una continuità ospedale-territorio, e le medicine di gruppo integrate, non riteniamo che questo sistema oggi sia stato applicato così come era stato progettato».

Pur ravvisando lati positivi, (quali ad esempio l’inserimento all' interno degli ospedali Hub, dell'apicalità di Neuropsichiatria Infantile con posti letto dedicati, l’aumento dei posti letto nelle apicalità, l’armonizzazione dei posti letto dei presidi riabilitativi), il giudizio finale è che «la riorganizzazione messa in atto dalla Regione Veneto sia insufficiente a garantire la copertura dei bisogni socio-sanitari-assistenziali».

Per la UIL Veneto, «Non può esserci deospedalizzazione senza una efficace rete territoriale pubblica. Il processo di deospedalizzazione, se non è accompagnato da un corrispondente e contestuale rafforzamento dell'assistenza socio sanitaria nel territorio, determina, di fatto, un’impossibilità per i cittadini di beneficiare delle cure».

Nel documento consegnato ai componenti della Commissione, UIL Veneto ricorda che «per elevare tutti gli ospedali agli standard di qualità, la dotazione in linea con la precedente organizzazione non basta, è impensabile in un “sistema” che oggi sta scoppiando, pensare ad una riorganizzazione ad invarianza di spesa. Già ora mancano medici generici e specialisti, infermieri ed OSS, l’età media di questo personale è alta, la pensione a “Quota 100” provocherà falle enormi sulle dotazioni organiche, se non si provvederà con urgenza a bandire concorsi pubblici, il sistema collasserà con conseguenze pericolosissime, quali ad esempio la impossibilità di garantire i Lea».

In conclusione Uil Veneto ha chiesto alla Commissione: l’incremento degli investimenti, partendo da un piano assunzionale che permetta la piena applicazione dei Lea ed il ricambio generazionale; di rivedere e rivalutare le strutture declassificate; di rafforzare e riequilibrare nel territorio i posti letto; il rilancio del servizio pubblico; il potenziamento dei mezzi di soccorso soprattutto nei territori più difficili da raggiungere; il rafforzamento delle strutture territoriali; la garanzia di un servizio pubblico di trasporti adeguato ai bisogni; l’incremento dei medici di Medicina Generale, incentivando la copertura dei territori più disagiati; la copertura per le fasce più deboli della popolazione, delle spese totali e per la fascia media una riduzione significativa della compartecipazione alle spese, per la ex lungodegenza e terapie riabilitative; una totale ed efficace presa in carico nel territorio dei post acuti.

«Spendere in Sanità – ha concluso Ragno - vuol dire investire per il futuro della nostra regione e del nostro Paese».

 

 IL DOCUMENTO

 

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