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QUINTO DI TREVISO

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Quinto di Treviso: Serve un tavolo politico-istituzionale per uscire dall’emergenza. Colamarco: «Irresponsabile chi fomenta il disagio e la paura»

 

Venezia, 17 luglio 2015 – La soluzione che si sta prospettando per i profughi di Quinto di Treviso non cancella la pessima immagine data dal Veneto. È urgente un vertice urgente tra i diversi soggetti istituzionali preposti alla gestione dell’ accoglienza dei profughi per ripristinare un rapporto di collaborazione.

«Chi ha la responsabilità di governare – afferma il segretario generale della Uil Veneto Gerardo Colamarco - deve affrontare i problemi e trovare le soluzioni. Siamo invece di fronte ad una dimostrazione di incapacità che coinvolge tutti i soggetti istituzionali e che sta producendo un’esasperazione della situazione: da una parte si scarica il peso del problema solo sui cittadini e dall’altra si fomenta irresponsabilmente il disagio e la paura».

I roghi per le strade, gli insulti agli amministratori locali, le barricate ricordano le peggiore situazioni che si vivono nelle banlieue francesi.

«Non si può far finta di niente di fronte al disagio denunciato dai cittadini – aggiunge Colamarco - ma contemporaneamente va condannata ogni forma di violenza e vanno individuate le responsabilità di chi gestisce male la situazione. Ma anche di chi si sottrae al proprio ruolo e invece di rimboccarsi le maniche per tentare di individuare soluzioni praticabili, soffia sul fuoco del malcontento alimentando l’odio. È un atteggiamento irresponsabile e pericoloso, che potrebbe portare a gravi conseguenze».

Il segretario della Uil Veneto conclude ricordando la diversa storia e tradizione del Veneto, fatta di accoglienza e solidarietà. «Dobbiamo uscire dalla fase dell’emergenza e affrontare organicamente la questione. I profughi abbandonati sulle strade sono uno spettacolo che non è degno del nostro Veneto».

 

 

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APPALTI ENI SOTTO ACCUSA

Oggi, dopo la morte avvenuta ieri al Porto Margera dell'operaio di 52 anni, è stato proclamato un'ora di sciopero in quanto si chiede maggior controllo da parte di ENI nella ricerca delle ditte da appaltare.

DURA la Reazione del SEGRETARIO GENERALE UIL VENETO GERARDO COLAMARCO :" Il triste computo delle morti bianche non si arresta. L'incidente di oggi al Porto Marghera porta il Veneto sul podio tra le  Regioni con il maggior numero di decessi nel 2015."

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